Días 21-24: tra villaggi antichi e pagode

Oggi scrivo da una camera con vista: siamo a Tam Coc, un micro villaggio ai piedi delle montagne e la mia finestra si affaccia su un giardinetto curatissimo pieno di piante che ha per sfondo un massiccio stupendo.

Finalmente, perché le ultime notti ad Hanoi sono state insonni, anche perché ci siamo svegliati presto per fare dei tour e io sono un animale notturno. Abbiamo visto dei posti bellissimi, anche se meno entusiasmanti c’è da dire. 

Nella stessa Hanoi abbiamo visitato il tempio della letteratura (o della cultura). È dedicato a Confucio ed ospitò l’accademia imperiale per i futuri mandarini. Fu la prima università vietnamita e risale al 1070 (ed era tostissima). Dal 1070 al 1779 solo una sessantina di monaci ottennero il più alto riconoscimento. Gli esami si svolgevano ogni sette anni al principio, poi ogni tre. Altro che appelli bimestrali e i 110 e lode!

I monaci se ne andavano in giro con la loro «cartella» di legno piena di mini libri in cinese, venivano pagati dall’imperatore per studiare e vivevano nell’area del tempio che arrivò ad ospitare mille studenti nel periodo più florido della monarchia.

Il tempio di per sé è bello, anche se è stato rimaneggiato perché durante la seconda guerra mondiale i francesi pensarono bene di demolirne delle parti per adibirne delle aree a ospedali da campo o simili.

Ci sono tre percorsi paralleli intervallati da corti adibite a giardini con vasche d’acqua che conducono al core del tempio. Tutti i templi dedicati a Confucio hanno una struttura simile. I tre percorsi corrispondono a questa gerarchia: il percorso entrale era riservato al re mentre quelli laterali erano per i mandarini amministrativi e per quelli militari; i patii invece hanno una simbologia religiosa legata alla virtù e alla conoscenza. 

Una cosa bellissima: le tartarughe litiche sormontate da stele. La tartaruga simboleggia saggezza ed eternità e sulla stele venivano omaggiati i vincitori del concorso per diventare mandarino. Su ogni stele è incisa una dichiarazione che descrive l’importanza dell’educazione e del talento per la nazione e riflette la filosofia confuciana del Vietnam. Il pubblico ossequio dei saggi che avevano ottenuto il titolo aveva lo scopo di motivare gli altri studenti a servire la società in modo simile.

Durante la guerra con gli Stati Uniti le stele tartarugose vennero praticamente tumulate sotto terra e sabbia per proteggere la memoria colta del paese dai bombardamenti. A me sembra che stì vietnamiti siano veramente cazzuti. Hanno cacciato i cinesi, i giapponesi, i francesi e poi gli americani. Le palle cubiche.

Qui in Vietnam i turisti non possono affittare una macchina, solo motorini. Io mi tumulerei in hotel piuttosto che mettermi in quel traffico con un motorino. L’unica opzione che ci è rimasta è stata farci accompagnare da un autista. Ragazzi, entrare ed uscire da Hanoi è una specie di prova per i nervi: motorini che sfrecciano a destra e sinistra con 2-3-4-fino a 5 persone a bordo (oppure caricati con enormi pacchi agganciati Dio solo sa come), che strombazzano con il calkson continuamente. Alcuni hanno installato un dispositivo di clackson perenne, non hanno bisogno di suonarlo. Io impazzirei. In questa foto si vede un dispositivo sicuro per portare i minori a bordo:

Motocicletta vietnamita DOC

Beh, con il nostro autista che habla un «little english»(= no english) siamo andati a vedere la Thay pagoda a Sài Sơn vicino Hanoi il cui nucleo è del secolo X ma la maggior parte degli edifici è del XVII. Una luuunga scalinata separa il lago dagli edifici sacri dedicati a Buddha in cima alla vetta.

Thủy Đình-Sai Son

Il complesso di templi ha anche degli altari nelle grotte carsiche, altari cafonissimi tanto per cambiare. Ci siamo prima impietositi e poi fatti fregare da un tipo che si improvvisava guida turistica, che per lo meno ci ha portati in una grotta dove forse non saremmo arrivati da soli.

Il pezzo forte della giornata è stato il villaggio Duong Lam. È caratterizzato da case e templi lignei, prevalentemente del XIX secolo, con dei capolavori di legno intagliato. Purtroppo quando il governo ha compreso il valore storico artistico che avesse il villaggio l’estetica generale era già stata compromessa da demolizioni e nuove costruzioni. L’UNESCO ha aiutato al recupero delle case e dei templi che erano rimasti.

In questi posti meno turistici ci rendiamo conto di quanto poco debba costare la vita qui. Se ad Hanoi puoi pranzare con 3 euro a testa, birra compresa, nei paesini si arriva a spendere anche 1,5 euro a cranio. Tenete conto che una birra da 33 cl può costare 0.50 cent e un piatto di tagliatelle di riso in brodo con carne e verdure 1 solo euro!

Beh a parte le case e i templi in legno (con serpentoni colorati pupazzo attorcigliati alle capriate), la cosa più sorprendente senza dubbio è stato vedere come vengano utilizzate tutte le superfici esistenti in città per seccare alimenti. Questa è la stagione del ravanello bianco (daikon). I sagrati dei templi, il mattonato dei parchi e, perché no, l’asfalto delle strade erano pieni di ravanelli tagliati a fette e lasciati seccare al sole. Non immaginatevi il paesello di Heidi, c’erano motori, macchine e animali. Ho pensato che magari venissero utilizzati come mangime, ma poi li ho visti in vendita!

Duong Lam

Il pezzo forte di questi ultimi giorni è stato senza dubbio il percorso fluviale per andare a visitare la perfume pagoda. Purtoppo niente canoa, ci ha portati una barchetta a remi, 3 km di magia. Magia a 5 cm dall’acqua, la barchetta non sarebbe potuta andare più carica! Il fiume rosso è incastonato tra due catene montuose che hanno le stesse forme di quelle della baia di Ha Long e nelle insenature e canali laterali i locali coltivano ninfee rosa e fuxia.

Perfume pagoda

I templi sono circa 18 e sono dislocati nella giungla, alcuni sono molto difficili da raggiungere. Quelli originali erano del 1400 ma furono rifatti integralmente negli anni ’90. La perfume pagoda invece è dentro una grotta carsica di dimensioni abominevoli piena zeppa di stalattiti e stalagmiti maestose. Si chiama in questo modo perché è meta di migliaia di coppie che chiedono al Buddha bambino di aiutarli a concepire e accendono bastoncini di incenso come se piovesse. Tre alla volta. La pagoda si raggiunge con una teleferica o con una lunga scalinata che è costeggiata da centinaia di bancarelle.

Proprio per la massiccia affluenza di turisti e fedeli tutta l’area sembra una fiera, o un mercato. Abbiamo avuto una fortuna sfacciata, ci saranno state al massimo una quarantina di persone. Tutte le bancarelle erano chiuse con dei teli e alcune persone stavano lavorando solerti al disboscamento della selva per fare spazio ad altre bancarelle sospese sull’abisso. hanno dei sistemi costruttivi che fanno pensare che le nostre lauree siano totalmente inutili.

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